Gustare locale – Calafata

DTM in trasferta a Camaiore. Giovedì scorso abbiamo visitato l’azienda agricola Calafata, una cooperativa sociale nata nel 2011 su spinta della Caritas diocesana assieme ad alcuni altri giovani soci. L’attività è poi cresciuta arrivando a contare oggi più di 20 soci e un esteso terreno coltivato con orti, vigne e ulivi. Calafata svolge un’attività sociale per il recupero lavorativo di ex detenuti, rifugiati politici e persone affette da dipendenza o da disturbi psichici che vi arrivano dagli enti di riferimento che si occupano di loro. Calafata non è un momento di transito nelle loro vite, chi vi arriva esce con un suo bagaglio di competenza quando ha trovato una sua strada. Massima attenzione è data all’alta qualità dei prodotti e al rispetto del territorio, per questo si segue convintamente il disciplinare dell’agricoltura biologica. Un particolare servizio offerto da Calafata è quello di “P’orto calafata” , un sistema di consegna a domicilio di prodotti di stagione. Sono disponibili cassette di varie dimensioni il cui contenuto dipende dalla stagionalità, per garantire l’assenza di sprechi e per educare i compratori ad acquisti sostenibili e a gusti nuovi. Calafata partecipa inoltre ai mercati di “Campagna Amica” di Coldiretti, di cui è socia particolarmente attiva e con cui collabora spesso per progetti scolastici. I ragazzi di Calafata riforniscono anche alcuni ristoranti nella zona di Lucca come il Pizzarium di Bonci o la Griglia di Varrone.

Salute a tutto tondo

Nella visione comune il concetto di salute è inteso come lo stato fisico di non malattia, una visione che possiamo considerare molto limitante, infatti, da definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la salute è da intendersi come benessere fisico, sociale e mentale, a tutto tondo. Ne emerge pertanto una visione dinamica, da perseguire in maniera attiva, perché per potersi definire in salute, bisogna anzitutto raggiungere un equilibrio e un’armonia con se stessi e con l’ambiente nel quale viviamo. In quest’ottica, pertanto, svolge un ruolo fondamentale la promozione della salute, concetto codificato nel 1986 sempre dall’OMS e definito come “il processo che consente alle persone di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e migliorarla”, che operativamente significa promuovere azioni con le seguenti finalità: creazione di ambienti che consentano di offrire un adeguato supporto alle persone per il perseguimento della salute negli ambienti di vita e lavoro attraverso condizioni di maggiore sicurezza e gratificazione, rafforzamento dell’azione delle comunità, riorientamento dei servizi sanitari nella logica di renderli più adeguati a interagire con altri settori.

Andando a seguire queste linee guida, anche in Italia, le varie ASL si sono dotate di dipartimenti di promozione della salute, ma esse tendono spesso a rimanere in disparte perché sottovalutate e poco considerate. Si rende necessaria, quindi, la presenza di gruppi e associazioni esterne alle aziende sanitarie che abbiano lo scopo di affrontare e promuovere questi temi.

Nel territorio di Lucca e provincia è già presente un’associazione del genere, denominata “Di Testa Mia – Health Promoting Guys”. Si tratta di un’associazione di giovani, nata nel 2010 da un progetto della Regione Toscana e che negli anni, ha svolto una collaborazione attiva con il servizio di Promozione ed Educazione della Salute dell’ASL Toscana Nord Ovest. Uno dei principali progetti realizzati, infatti, è proprio quello di promozione della salute nelle scuole, attraverso la metodologia della peer education (educazione tra pari), una tecnica molto efficace, indicata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, al fine di favorire lo sviluppo delle “life skill”, dieci abilità riguardanti la gestione delle emozioni, la consapevolezza e il problem solving, che aiutano i giovani a formare in modo sano la loro personalità. L’associazione si è posta, perciò, come interlocutore privilegiato, per i giovani e tra i giovani, su tutto ciò che riguarda la promozione della salute.

Proviamo allora a seguire maggiormente questi esempi, prendiamoci cura della salute (perdonatemi il gioco di parole) nel suo senso più ampio, dedichiamoci del tempo, perchè “La radice di ogni salute è nel cervello, il suo tronco è nell’emozione, i rami e le foglie sono il corpo, il fiore della salute fiorisce quando tutte le parti lavorano insieme”.

 

 

#SIALLAMORE

LUCCA – “Oggi 25 novembre 2016 è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne. Anche Di Testa Mia condivide questa iniziativa.
Partecipa anche tu con noi! Basta un selfie scrivendo su un foglio #SIALLAMORE e condividilo sulla tua bacheca con gli hashtag #ditestamia e #SIALLAMORE”.

 

Questa la campagna di sensibilizzazione al tema della violenza sulle donne è stata promossa oggi, venerdì 25 novembre, dall’Associazione DiTestaMia H.P.G. di Lucca. Un’associazione di giovani che ha voluto aderire alla Giornata Internazionale contro la violenza sulle Donne in modo positivo, dicendo NO alla violenza attraverso un messaggio che promuovesse l’amore, un amore che sia vero, pulito, fondato sul rispetto. Un amore insomma che sia amore.

 

Un tema che, anche alla luce dei recenti avvenimenti, è sempre attuale e su cui è importante far riflettere. Già lo scorso anno l’Associazione ha portato avanti il tema dell’affettivià e delle relazioni positive all’interno di un progetto di peer education seguito dall’educazione e promozione alla salute della Asl 2 di Lucca.

Il bullismo: fenomeno dilagante tra pari

Nonostante i tempi attuali, che caratterizzano il XXI secolo, dominati da un accelerazione tecnologica e da una costante apertura e scambio di idee, ancora siamo costretti ad assistere al dilagare di situazioni ed eventi che vedono come protagonisti i bulli. Il bullismo è un fenomeno molto diffuso nella nostra società moderna e si realizza soprattutto nei luoghi di incontro tra coentanei.

Ma chi sono i bulli? I bulli, sono ragazzi che si sentano più forti rispetto agli altri pari e di conseguenza vogliono mostrare loro la propria superiorità sia fisica che di gruppo. Il bullo agisce sempre assieme al suo gruppo o “branco”, perché trae da questo la forza per poter dominare sugli altri; quindi il gruppo rappresenta per lui un grande mezzo di sostegno e di affermazione sociale. Il bullo e la violenza esercitata dal gruppo cercano di trovare le proprie prede in soggetti che o per carattere sono più timidi e introversi o hanno alcune defezioni psichiche o fisiche oppure ancora quelli che hanno un diverso orientamento religioso, sessuale o per diversità razziali, per le quali il bullo e il gruppo si sentono superiori e migliori. I bulli sono ragazzi normali ma che spesso hanno sviluppato una distorta concezione di ciò che significa il rispetto del “diverso” inteso a tutti i livelli. Il diverso, per loro è ciò che è qualcosa di brutto, di inferiore, da scartare e sul quale poter esercitare la propria forza. Non capiscono che il “diverso”, può non essere realmente tale, ammesso poi che il termine “diverso” abbia realmente un senso. (chi stabilisce che il diverso sia sempre qualcosa di brutto o di non ordinario?, magari per chi è “diverso”, tutto ciò che per gli altri è ordinario, per lui appare proprio l’opposto) Gli eventi con cui si realizza il bullismo possono sfociare in attacchi fisici verso altri ragazzi oppure con una violenza psicologica verbale o ancora un tipo di violenza diffusa oggi che utilizza i mezzi tecnologici, come chat e social network per offendere e deridere. Non da ultimo abbiamo assistito a casi di ragazzi che per le continue molestie esercitate dal gruppo dei pari bulli hanno tentato il suicidio o hanno commesso atti di autolesionismo, convinti che il cosiddetto “diverso” e più “debole” fosse realmente lui stesso. Più spesso invece ci troviamo davanti a ragazzi che decidono di abbandonare la scuola perché stanchi di vivere quotidianamente queste situazioni. Decidendo questo però, inconsapevolmente fanno un torto solo a se stessi, poiché è solamente con la cultura che riusciamo ad essere liberi e a non farci dominare dagli altri.

Proprio per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico il 5 ottobre 2013 si è svolto un flash mob a carattere nazionale, che ha visto la partecipazione di tanti ragazzi e adulti insieme. Il titolo del flash mob era “non buttarti via”.

Dobbiamo dare voce alla lotta contro il bullismo nelle scuole e nei luoghi d’incontro giovanile perché è solamente parlando e non mettendo la testa sotto la sabbia che riusciremo ad eliminare questo problema sociale. Proprio per questo, alla sezione “reti e relazioni” di questo forum potrete trovare tanti topic o aprirne voi di nuovi anche su questo argomento. Buona navigazione a tutti!!

“iLove”: all’I.S.I. Pertini Amici per la Vita e DiTestaMia H.P.G. insieme per riflettere sull’amore ai tempi di Facebook

LUCCA – Una mattina diversa dal solito quella che hanno vissuto oggi alcuni studenti del I.S.I. Pertini di Lucca, dove è stato realizzato un lavoro culmine del progetto di Amici per la Vita, che alcuni ragazzi hanno portato avanti nel corso della loro esperienza scolastica [Leggi qui: Amici per la Vita e DiTestaMia, come aiutare i giovani a vivere l’affettività].

Il progetto, condotto dal Reparto di Promozione della Salute della Asl 2 di Lucca, ha visto dall’anno scorso insersisi nel suo anno di conclusione i ragazzi dell’Associazione DiTestaMia Health Promoting Guys, che si occupa di promozione della salute e del benessere giovanile attraverso una metodologia “alla pari”. E’ insieme a loro che il gruppo di Amici per la Vita Senior del Pertini ha ideato questa giornata, organizzata nei mesi di ottobre, novembre e dicembre a partire da un tema comune scelto dai ragazzi a un Campus di formazione che si è tenuto ad ottobre: l’affettività.

“L’obiettivo è stato quello di organizzare una sorta di assemblea animata in cui i ragazzi avrebbero potuto discutere su alcuni aspetti delle relazioni ai tempi di Facebook” – racconta il responsabile DiTestaMia dell’attività Mattia Diena.

La giornata ha preso il nome di “iLove”: domande e spunti di discussione sulle varie fasi della vita di coppia nel mondo moderno, rispetto a cui gli studenti di alcune quinte sono stati chiamati ad esprimersi divisi per tavoli di lavoro. Da questi ultimi sono stati raccolti dei pensieri da riferire poi, a conclusione della riflessione, di fronte a tutto il gruppo partecipante. Si è parlato di gelosia, del significato del litigio, del tempo da dedicare a una relazione, del momento per il “ti amo”, ecc., fino a tematiche più social come il controllo dei messaggi sul cellulare e dell’ultimo accesso su whats app. Una riflessione nuova e attuale che ha messo in riasalto alcuni comportamenti legati all’utilizzo dei social network che stanno incidendo con forza nel rapporti di coppia, soprattutto in età adolescenziale ma non solo, senza che ci se ne renda realmente conto.