Il senso critico

Il senso critico è la capacità di poter capire se ciò che ci viene detto o leggiamo sia vero e rilevante.

E’ importante possedere questa abilità soprattutto quando leggiamo informazioni su internet. Basti pensare a quanto possa essere pericoloso apprendere informazioni errate su come curare una malattia.
Questo accade perché ci sono molti siti web su cui chiunque può pubblicare qualsiasi informazione, senza alcuna base di verità.

La soluzione non può essere quella di impedire di fornire informazioni errate perché internet è un luogo libero in cui tutti hanno il diritto di scrivere quello che credono. Quindi, ciò che proponiamo noi è di riuscire a sviluppare e potenziare l’abilità di muoversi su internet e tra le varie informazioni che ci vengono proposte, in modo da capire se siano vere ed importanti per la nostra ricerca.

E’ fondamentale tenere il proprio senso critico sempre allenato ed “aggiornato” perché è facile rimanere vittima dell’ultima bufala studiata ad arte per ingannare i lettori.

DiTestaMia consiglia di seguire 6 semplici regole:

  • Non considerare vero ed attendibile tutto ciò che leggiamo;
  • Leggere le citazioni delle fonti, cioè da dove sono state prese le informazioni;
  • Controllare che le fonti siano attendibili;
  • Informarsi da più fonti: cercare le stesse informazioni su siti diversi;
  • Fare ricerche anche su libri, perché le informazioni pubblicate su carta sono maggiormente controllate;
  • Confrontarsi con persone che hanno avuto esperienze simili, anche tramite forum.

Il bullismo: fenomeno dilagante tra pari

Nonostante i tempi attuali, che caratterizzano il XXI secolo, dominati da un accelerazione tecnologica e da una costante apertura e scambio di idee, ancora siamo costretti ad assistere al dilagare di situazioni ed eventi che vedono come protagonisti i bulli. Il bullismo è un fenomeno molto diffuso nella nostra società moderna e si realizza soprattutto nei luoghi di incontro tra coentanei.

Ma chi sono i bulli? I bulli, sono ragazzi che si sentano più forti rispetto agli altri pari e di conseguenza vogliono mostrare loro la propria superiorità sia fisica che di gruppo. Il bullo agisce sempre assieme al suo gruppo o “branco”, perché trae da questo la forza per poter dominare sugli altri; quindi il gruppo rappresenta per lui un grande mezzo di sostegno e di affermazione sociale. Il bullo e la violenza esercitata dal gruppo cercano di trovare le proprie prede in soggetti che o per carattere sono più timidi e introversi o hanno alcune defezioni psichiche o fisiche oppure ancora quelli che hanno un diverso orientamento religioso, sessuale o per diversità razziali, per le quali il bullo e il gruppo si sentono superiori e migliori. I bulli sono ragazzi normali ma che spesso hanno sviluppato una distorta concezione di ciò che significa il rispetto del “diverso” inteso a tutti i livelli. Il diverso, per loro è ciò che è qualcosa di brutto, di inferiore, da scartare e sul quale poter esercitare la propria forza. Non capiscono che il “diverso”, può non essere realmente tale, ammesso poi che il termine “diverso” abbia realmente un senso. (chi stabilisce che il diverso sia sempre qualcosa di brutto o di non ordinario?, magari per chi è “diverso”, tutto ciò che per gli altri è ordinario, per lui appare proprio l’opposto) Gli eventi con cui si realizza il bullismo possono sfociare in attacchi fisici verso altri ragazzi oppure con una violenza psicologica verbale o ancora un tipo di violenza diffusa oggi che utilizza i mezzi tecnologici, come chat e social network per offendere e deridere. Non da ultimo abbiamo assistito a casi di ragazzi che per le continue molestie esercitate dal gruppo dei pari bulli hanno tentato il suicidio o hanno commesso atti di autolesionismo, convinti che il cosiddetto “diverso” e più “debole” fosse realmente lui stesso. Più spesso invece ci troviamo davanti a ragazzi che decidono di abbandonare la scuola perché stanchi di vivere quotidianamente queste situazioni. Decidendo questo però, inconsapevolmente fanno un torto solo a se stessi, poiché è solamente con la cultura che riusciamo ad essere liberi e a non farci dominare dagli altri.

Proprio per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico il 5 ottobre 2013 si è svolto un flash mob a carattere nazionale, che ha visto la partecipazione di tanti ragazzi e adulti insieme. Il titolo del flash mob era “non buttarti via”.

Dobbiamo dare voce alla lotta contro il bullismo nelle scuole e nei luoghi d’incontro giovanile perché è solamente parlando e non mettendo la testa sotto la sabbia che riusciremo ad eliminare questo problema sociale. Proprio per questo, alla sezione “reti e relazioni” di questo forum potrete trovare tanti topic o aprirne voi di nuovi anche su questo argomento. Buona navigazione a tutti!!

“iLove”: all’I.S.I. Pertini Amici per la Vita e DiTestaMia H.P.G. insieme per riflettere sull’amore ai tempi di Facebook

LUCCA – Una mattina diversa dal solito quella che hanno vissuto oggi alcuni studenti del I.S.I. Pertini di Lucca, dove è stato realizzato un lavoro culmine del progetto di Amici per la Vita, che alcuni ragazzi hanno portato avanti nel corso della loro esperienza scolastica [Leggi qui: Amici per la Vita e DiTestaMia, come aiutare i giovani a vivere l’affettività].

Il progetto, condotto dal Reparto di Promozione della Salute della Asl 2 di Lucca, ha visto dall’anno scorso insersisi nel suo anno di conclusione i ragazzi dell’Associazione DiTestaMia Health Promoting Guys, che si occupa di promozione della salute e del benessere giovanile attraverso una metodologia “alla pari”. E’ insieme a loro che il gruppo di Amici per la Vita Senior del Pertini ha ideato questa giornata, organizzata nei mesi di ottobre, novembre e dicembre a partire da un tema comune scelto dai ragazzi a un Campus di formazione che si è tenuto ad ottobre: l’affettività.

“L’obiettivo è stato quello di organizzare una sorta di assemblea animata in cui i ragazzi avrebbero potuto discutere su alcuni aspetti delle relazioni ai tempi di Facebook” – racconta il responsabile DiTestaMia dell’attività Mattia Diena.

La giornata ha preso il nome di “iLove”: domande e spunti di discussione sulle varie fasi della vita di coppia nel mondo moderno, rispetto a cui gli studenti di alcune quinte sono stati chiamati ad esprimersi divisi per tavoli di lavoro. Da questi ultimi sono stati raccolti dei pensieri da riferire poi, a conclusione della riflessione, di fronte a tutto il gruppo partecipante. Si è parlato di gelosia, del significato del litigio, del tempo da dedicare a una relazione, del momento per il “ti amo”, ecc., fino a tematiche più social come il controllo dei messaggi sul cellulare e dell’ultimo accesso su whats app. Una riflessione nuova e attuale che ha messo in riasalto alcuni comportamenti legati all’utilizzo dei social network che stanno incidendo con forza nel rapporti di coppia, soprattutto in età adolescenziale ma non solo, senza che ci se ne renda realmente conto.