L'aborto è presente dall'inizio dell'umanità, sebbene solo negli ultimi secoli grazie alle immense scoperte e rivoluzioni scientifiche che la società ha vissuto, sempre di più ha destato interesse.
Lo possiamo distinguere in
aborto spontaneo (il feto muore per cause congenite/patologiche) oppure
indotto (la madre, d'accordo o no col padre, decide volontariamente di interrompere la gravidanza appoggiandosi a rimedi clinici [chirurgici o farmacologici]).
Nell'evento spontaneo non possiamo parlarne troppo, in quanto può accadere, e pur essendo una situazione triste

accade per eventi naturali e, ad oggi, la terapia adottata è quello di aspettare che la natura faccia il suo corso e vi sia l'espulsione di tutto il materiale fetale.
Si è invece fatto sempre un gran parlare sull'aborto volontario, che si cerca di evitare aiutandosi coi mezzi di contraccezione; per evitare così le gravidanze indesiderate e la stressante situazione di dover decidere del nascituro.
Ovviamente può succedere comunque che, nell'atto sessuale, le precauzioni prese non funzionino e la donna rimanga incinta, ma è anche vero che, se la coppia stava utilizzando dei metodi contraccettivi, è molto probabile che NON volessero un figlio nel periodo di tempo immediatamente vicino e a quel punto dovranno domandarsi se hanno o no le possibilità di mantenere il bambino e creare così il nuovo nucleo familiare (visti i tempi di crisi e l'innalzamento dell'età sponsale su una media di 35/39 anni non c'è da meravigliarsi che l'utilizzo dei contraccettivi e dell'aborto sia ormai entrato nella vita delle persone).
E' anche vero che la vita del nuovo nascituro può sempre essere messa in discussione (specie se presenti patologie congenite).
L'ultima parola, per quanto se ne possa discutere, spetta sempre e comunque ai due genitori; e tra i due genitori ancor di più alla mamma (visto che in caso di complicanze, anche la sua vita è a rischio).
Giusto e sbagliato sono le due facce di una stessa medaglia; ci sarà sempre qualcuno che dirà: "E' sbagliato!" e qualcuno che dirà: "E' giusto!"...L'importante è che i due neo-genitori siano consapevoli delle proprie scelte e pronti ad accettarne le CONSEGUENZE.
E' un evento che non si può generalizzare, in quanto la storia di ciascuna coppia è diversa per tempo, luogo e condizioni sociali.